giovedì, settembre 08, 2005

Commiato

È arrivato il momento di.
Ci vorrebbe un blog intero per raccontare e spiegare.
Ricordare e piangere e ridere.
Quindi.
'Grazie' e tanto, tanto altro.

Ciao.

Massi

Postato da: gomitolo a 8/09/2005 02:43 | link | |

venerdì, luglio 29, 2005

(Small) Wonder

La notizia dei vestitini di Vicky in vendita mi ha sconvolto. Così come andare a vedere Celestini per l'ennesima volta. A parte il posto (un 'anfiteatro' in una zona *molto* periferica di Roma, gremitissimo), mi ha lasciato secco la parte finale del suo spettacolo. Ha recitato (ma in realtà Celestini 'dice') un pezzo dallo spettacolo che sta preparando. Quello che andrà in scena in autunno. Parla di una cosa di cui è difficile parlare, lui ci è abituato, non è che si sceglie argomenti semplici. A farli diventare 'storie', a renderli 'semplici', tanto poi ci pensa lui. Insomma. Il pezzo che ha 'raccontato' è stato strabiliante. Di quelli che, nel mentre, osservi un silenzio come quelli che seguono alla frase: "Devo dire una cosa...". Di quelli che ridi con le risate piene, di quelli che poi ti scendono delle cose dagli occhi e speri tanto che gli occhiali facciano il loro dovere riflettente e nessuno se ne accorga (gli ometti, è risaputo, non piangono mai). Insomma. Questa parte qui che mi ha devastato assolutamente (e che non racconto perché auguro di vederla o leggerla) a un certo punto ha appeso sulla testa di tutti un pensiero, che aleggiava  come delle lettere magnetiche cubitali contro un cielo-frigorifero. Stonf. Un pensiero che diceva che quello che rende le persone capaci di certe scelte, è solo secondariamente il coraggio ed è il più delle volte invece la fiducia che si ripone in loro. E che questa fiducia non va smentita. Così. Scritto per aria. Tutti che cercavano con lo sguardo la persona accanto: famiglie intere. Qualcuno, momentaneamente sprovvisto di destinatari di promesse, fissava il vuoto, ma si capiva che. Io alla musica non ci credo molto, e penso pure che non bisogna crederci perché la musica è una cosa 'a sé'. Si basta (forse le persone fanno musica per cercare di diventare musica: per potersi finalmente bastare. Ma questa è un'altra storia). Invece la parola è diversa. Ci puoi credere, se ti va. È fatta per quello. Per imbrogliarti, pure. Ma è una questione di mettersi daccordo (prima?). Ecco. L'altra sera ho visto un migliaio di persone che stavano credendo a qualcuno perché questo qualcuno gli stava dicendo che infondo non era tutta colpa loro, se certe volte gli mancava il coraggio ('Non tutta' andrebbe sottolineato). Che cavare i ragni dai buchi è già una cosa terribilmente complicata. Ed è solo una forma di ostinazione legata al fanatismo della verità, sbugiardare chi il ragno poi non lo mangia davvero. Non è quello che ti rende un eroe. Non è quello.
 

Postato da: gomitolo a 29/07/2005 21:52 | link | |

venerdì, luglio 22, 2005

La lampo del sacco a pelo di me stesso

Pensavo che, potessi viaggiare indietro nel tempo, probabilmente le uniche cose che direi al me stesso incline a certi (sempre i soliti) errori, le uniche cose che direi volendo ridurle all'osso sarebbero:
"Dai: avanti"
"Dai: vieni via".
Che più o meno equivalgono ai seguenti corrispettivi un po' ansiosi e meno precisi:
"Dillo: ora"
"Fa' silenzio"

Pensavo che davvero finisco per conoscere sempre alcune tipologie di persone. Qualcuno sventolerebbe la parola 'karma'. Qualcun' altro spiegherebbe la cosa sottolineando una mia palese intransigenza caratteriale. Io lo chiamo "essere recidivi".

Pensavo che la notizia pazzesca che più mi sono rigirato in testa negli ultimi mesi, aggiungendo considerazioni e declinando ipotesi è la dichiarata omosessualità di Douglas Coupland. Perché allora, sulla scorta di alcune storie partorite da uno dei più grandi scrittori viventi, la questione dell'esperienza, già gorgogliante nello scarico del cesso delle idee con scarsa autonomia, defluisce definitivamente per lasciare spazio ad altro. Capacità di 'sentire', solo per dirne una. Volontà di 'tener presente', per dirne un'altra.

Pensavo che periodicamente mi disabituo alla parola. Ci pensavo perché sto leggendo "Molto forte incredibilmente vicino" che è un libro bellissimo e contiene pagine mirabolanti sull'afasia. Ci pensavo perché durante questi momenti mi sento come uno che sfoglia un libro a cui sono state ritagliate, asportandole, tutte le figure. Rimangono le didascalie sotto riquadri vuoti. Ogni tentativo di esprimermi è ricostruire verbalmente le immagini a partire da una descrizione stringata e sommaria.

Pensavo che non so scrivere le lettere. Non ne sono mai stato capace. Credo dipenda dal fatto che quelle che ricevo mi paiono perfette, proprio come lettere, intendo. Le mie invece sono un pastrocchio di premesse chilometriche e nessuna coerenza interna. tra il 'ciao' e il finale, l'evidente dimostrazione del fatto che il massimo della distanza che tollero parlando con qualcuno sia quella del diametro di un tavolo. La telepatia rappresenta -ovviamente- una variante che esula da questa considerazione.

Pensavo tutte queste cose e anche altre e poi ho tirato su tutta la lampo del sacco a pelo di me stesso e ho scritto mentalmente una lettera a ciascuna delle persone a cui riservo quotidianamente parti di me e ognuna iniziava dicendo: "sono contento che tu ci sia" e tutte finivano dicendo "non perderti di vista perfavore, perfavore, perfavore" e tutte in mezzo parlavano più o meno della gioia di stupirmi di come le persone non si assomigliano per niente e si incastrano l'una con l'altra nei ritagli di pagine deliberatamente prive delle illustrazioni ma con tutte le didascalie al loro posto. Senza bisogno di ricorrere all'esperienza di quello che pare insegnarci qualcosa di definitivo e invece neanche per sogno: perché non si impara niente e si scopre tutto. Mi basta muovermi al momento giusto, parlare quando le parole spingono per uscire e sorridere del mio essere recidivamente innamorato di ogni cosa.
 

Postato da: gomitolo a 22/07/2005 18:52 | link | |

sabato, luglio 16, 2005

Fermi tutti.



"Plans", il nuovo degli immensi Death Cab For Cutie uscirà il 30 agosto.
Intanto è possibile ascoltare il primo singolo "Soul meets body"  in streaming qui
 

Postato da: gomitolo a 16/07/2005 11:05 | link | |

domenica, luglio 10, 2005

Cose buone dal mondo

|>| Come eravamo.
|>| In fondo a destra.
|>| Reuter? No, Flickr.
|>| Solo per ribadire.
|>| La stanza del figlio (?)
 

Postato da: gomitolo a 10/07/2005 11:47 | link | |