Fatti una domanda e datti una risposta al cubo
(intermezzo II)

Questa qui sopra è la copertina di "Sumiwataru", l'album del (dei?) misconosciuto Casa. C'è che a me piace moltissimo la bossa e che questo piccolo disco risplende per classe, leggerezza e gusto. In una parola stile. Non so se sia reperibile qui, nel paese degli astensionisti. Col software della fenice sì.
Questa è "So far away", la traccia numero sette.
Poi. Via 'quell'odioso di' (©) Loser, Ink e colui che ha avuto l'idea, un giochino estivo decisamente migliore delle varie noiosissime catene che sono girate ultimamente. La nuova uscita del barbuto aretino è da cestinare, il brano in questione non del tutto. Almeno finché non dice: "e la chitarra? Suona!". Lo spirito di Centonze non se ne va neanche col migliore esorcismo. Ahinoi. Vabbè, procedo:
Che stai facendo? Scrivo.
Che cosa cerchi? Il mio 'posto'.
Hai uno scopo? Sempre.
Dove ti trovi? A Roma
E come vivi? Con coraggio.
Di dove sei? Appartengo alla mia terra.
Qual è il tuo aspetto? Quello allo specchio.
A cosa pensi? A quello che voglio essere.
Qual è il tuo impegno? Assomigliarmi.
Ed il tuo tempo? Poco, ma intenso.
Che risultati hai? Quasi mai quelli che desidero.
Come va il mondo? Malaccio.
Che cosa fai? Vivo.
Quando sei in forma? Sorrido.
Innamorato? Eccome.
E lei ti ama? Si direbbe proprio di sì.
E la chitarra? È qui accanto.
Sei felice? Prevalentemente sì.
Hai distrazioni? Fortunatamente sì.
E la salute? Règge.
Cosa ti piace? Andare a tempo.
Tra il dire e il fare? Il mare o un fiumiciattolo.
Sto finendo di leggere "Villa Incognito", l'ultimo romanzo di Tom Robbins. Non è ai livelli di "Natura morta con picchio" o di "Feroci invalidi di ritorno dai..", però non è male. E, soprattutto, parla di un buffo tanuki e contiene questa cosa qui:
"È quello che è.
Tu sei quello che è.
Non ci sono errori."
(intermezzo II)

Questa qui sopra è la copertina di "Sumiwataru", l'album del (dei?) misconosciuto Casa. C'è che a me piace moltissimo la bossa e che questo piccolo disco risplende per classe, leggerezza e gusto. In una parola stile. Non so se sia reperibile qui, nel paese degli astensionisti. Col software della fenice sì.
Questa è "So far away", la traccia numero sette.
Poi. Via 'quell'odioso di' (©) Loser, Ink e colui che ha avuto l'idea, un giochino estivo decisamente migliore delle varie noiosissime catene che sono girate ultimamente. La nuova uscita del barbuto aretino è da cestinare, il brano in questione non del tutto. Almeno finché non dice: "e la chitarra? Suona!". Lo spirito di Centonze non se ne va neanche col migliore esorcismo. Ahinoi. Vabbè, procedo:
Che stai facendo? Scrivo.
Che cosa cerchi? Il mio 'posto'.
Hai uno scopo? Sempre.
Dove ti trovi? A Roma
E come vivi? Con coraggio.
Di dove sei? Appartengo alla mia terra.
Qual è il tuo aspetto? Quello allo specchio.
A cosa pensi? A quello che voglio essere.
Qual è il tuo impegno? Assomigliarmi.
Ed il tuo tempo? Poco, ma intenso.
Che risultati hai? Quasi mai quelli che desidero.
Come va il mondo? Malaccio.
Che cosa fai? Vivo.
Quando sei in forma? Sorrido.
Innamorato? Eccome.
E lei ti ama? Si direbbe proprio di sì.
E la chitarra? È qui accanto.
Sei felice? Prevalentemente sì.
Hai distrazioni? Fortunatamente sì.
E la salute? Règge.
Cosa ti piace? Andare a tempo.
Tra il dire e il fare? Il mare o un fiumiciattolo.
Sto finendo di leggere "Villa Incognito", l'ultimo romanzo di Tom Robbins. Non è ai livelli di "Natura morta con picchio" o di "Feroci invalidi di ritorno dai..", però non è male. E, soprattutto, parla di un buffo tanuki e contiene questa cosa qui:
"È quello che è.
Tu sei quello che è.
Non ci sono errori."



















